CRITICA “IO SONO” 18/2-03/03/2012

“IO SONO” Le ragioni della mostra

È la prima volta che mi trovo in questa situazione, non so bene come comportarmi. Non ho mai organizzato nulla del genere. È l’esplorazione dell’ignoto. È una mostra di quadri del mio amico artista Enrico Ercolani.
L’idea è nata per caso, emersa dal fondo della mia mente sempre in fermento, grazie all’assidua frequentazione di Enrico soprattutto dopo il suo incidente, che risale all’estate del 2009. La sua gestazione è durata un anno o poco più, il tempo trascorso da quando Enrico, di ritorno a casa dopo una lunga degenza in ospedale, si è trovato impossibilitato a riappropriarsi dei suoi gesti quotidiani e ha dovuto reinventarsi un altro futuro. Nel suo micro mondo fatto di ausili e di protesi all’avanguardia si è guardato intorno e ha resettato il suo passato, comprendendo che per resistere doveva sfondare le pareti di casa sua e andare oltre, scorgere nuovamente il verde delle colline e i colori del mare, risalire le onde col suo amato surf e sfidare le correnti impetuose dell’oceano a cui era abituato, raccontare il cielo terso di una primavera profumata per regalarci emozioni senza filtri come quelle che traspaiono ogni volta che mi perdo in un suo quadro.
Enrico prende dunque in mano pennelli e barattoli di vernice e nel chiuso di un garage spinge sulla tela i suoi stati d’animo e la sua voglia di rivivere quel mondo perduto, forse ancestrale. Dico “spinge” non a caso perché Enrico, anche se non sembra, ha una limitata manualità. Le tele rapiscono l’animo di Enrico attraverso questa fusione di colori e ci regalano oggi immagini bellissime. Ogni opera racconta la sua esperienza, le sue passioni e i suoi amori, il trauma dell’incidente che è spina dorsale di tutta la sua produzione. Enrico è calmo, preciso, organizzato e sereno. Dall’alto dei panorami della sua nuova realtà le figure umane assumono sembianze del tutto inaspettate, quasi espressioniste, astrattismi e apocalissi si abbracciano ad infiniti spazi senza tempo cogliendo tracce tormentate di avanguardie artistiche americane; aquiloni, orizzonti e tramonti sul mare sfidano i codici del prevedibile e si innestano in ambienti mentali silenziosi e raccolti tutti ancora da indagare.
Basta leggere un quadro di Enrico per mettersi in contatto con lui.
È sufficiente ascoltare le onde di quei mari dipinti e spessi per sentire la sua voce che racconta una storia. Lui lo ritrovi sempre lì, anche se non ce l’hai davanti,  ed è questo il motivo per cui ho voluto raccogliere i suoi discorsi in questa esposizione particolare e sincera.
La vita è fatta di incontri, di dialoghi, di condivisione. Lasciate dunque che il mio intento non sia vano e lasciatevi trasportare dalla sua storia ma per farlo non chiedetegli come sta vivendo la vita, domanda banale, piuttosto sedetevi davanti a una sua tela e scorgete i suoi stati d’animo per trovare tutte le risposte che state cercando.

Massimiliano Milano

www.massimilianomilano.it

Mostra di Enrico Ercolani, Bologna Today City News

Mostra di Enrico Ercolani, Resto del Carlino

Enrico Ercolani, “Superando.it”

Inaugurazione mostra pittura di Enrico Ercolani a Castel Guelfo

Un successo di pubblico e di curiosi a vedere le opere di Ercolani

Enrico Ercolani, “VivereBo”

Case Aperte – Associazione di Artisti

Il Blog del Don

Slideshow

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